mercoledì 12 ottobre 2011

un genio, un ignorante, un ladro. semplicemente fabio, forse.‏

Te l'avevo detto, non avrei voluto, e te l'ho concesso.
Non volevo leggessi quel libro.
Forse per altri motivi, ora per altri ancora.
Te l'avevo detto, lo dico, e mi ripeto.
Sono un genio forse, o un ignorante incredibile.
Sai, a volte si han dentro tante cose, tanti concetti, tante teorie, tante sensazioni.
A volte però, anche se si han tutte queste cose dentro, cose geniali,
si è ignoranti a tal punto da non aver un vocabolario così forbito,
o così utile, allo scopo della loro fuoriuscita.
Rubo.
Pezzi di canzoni, pezzi di scritti, pezzi di film, pezzi di libri.
Li rubo, e cerco il più possibile di farli miei.
Perchè?
Forse per stato di necessità.
Perchè vorrei esser meglio di quello che sono, che son stato e di quello che potrei essere.
Forse perchè in questo lavoro devi esser così, devi sapere di tutto un pò, anzi, un bel pò.
Devi interessarti.
La verità è che applico semplicemente alla vita quello che è il creare un manifesto,
un logo, o qualsiasi altra cosa grafica.
Un tempo ero un'esteta, vedevo solo il bello delle cose.
Poco significato, l'importante era che fosse bello.
Ora non più.
Cerco il più possibile di riempir di significato quello che faccio.
Ho rubato le parole di quel libro, se l'ho fatto, e i concetti,
questo credo di averlo fatto, perchè li sentivo miei.
In fondo, lo sai anche te, tutti cerchiamo qualcosa in un qualcosa che ci dia quel qualcosa che a noi manca.
Non parlo di rapporti interpersonali, quelli son troppo difficili.
Parlo di frasi che ci rappresentano, di vissuti, di canzoni e di tutte quelle cose che ho già sopracitato.
Tu non credi che sex and the city abbia un pò cambiato la tua vita?
Bhe, i libri di Fabio, con me l'han fatto.


Non ho un vocabolario forbito.
Ma ho tante cose dentro in realtà.


"quando non sai come dire qualcosa, ruba da qualcuno che l'ha già detta meglio di te,
e quasi sempre farai bella figura."
Sto rubando ancora, e credo ruberò per tutta la vita.
Però, son vero, con te.




piccolo.
spero ancora per te, grande.



Una vecchia mail del 29 gennaio 2009

lunedì 12 settembre 2011

Che poi va bene anche perdere.

Sono andato li, ho fatto cose, visto gente, cercato di far gesta.
Non ci son riuscito, e mi son crucciato.
Non ho risposto al telefono, e ai social network.
Non volevo dare spiegazioni, dovevo già darmene per conto mio.
Ora invece fluttuo.
Svegliarsi la mattina senza un obbiettivo non è poi così male.
E sto li tra pazzi e normali, e nel mezzo ci son io.
Che poi va bene anche perdere.

martedì 23 agosto 2011

0,21, 2 2 , 2 3 , 2 4 . . .

Che comunque, gli anni passano, e uno non ci può fare niente.
Sono già passate 24 ore dal mio compleanno, ma, come sempre,
come tutti gli anni, nulla cambia.
Sono sempre io, quello a cui piacciono le tette grandi, e vedere le tue stasera,
cioè, le tue tette, le tue cazzo di tette, così belle, così grandi, così, autoreggenti.
Hai delle tette autoreggenti, e data la mia passione per entrambe, le tette, e le autoreggenti,
come potrei, io, non perder la testa per una come te?
Sono tornato a casa e nel tragitto non ho fatto che pensare a Loro.
Non ho fatto altro che immaginarti nuda sopra di me con quel ben di Dio, che,
era li tutto per me, leccaresucchiaremorderetoccarestropicciare
epoidinuovoeancoraleccaremorderesuccheretoccarestropicciare,
fino a quando sfinito ci dormirei sopra ore e ore e ore, morbide e dure.
Le tue tette autoreggenti.
Le voglio.
Peccato tutta questa platonicità, voluta e odiata.
Ho 21 anni, e non è cambiato nulla dall'altro ieri.

mercoledì 17 agosto 2011

Scadenze.

Passano i giorni e arrivan scadenze sempre più importanti.
Dannato 1 settembre, così vicino, così sognato, così voluto.
Ho sempre avuto problemi con certe cose, sempre ridotto
all'ultimo momento/istante.
Manca poco.

sabato 2 luglio 2011

Innamorarsi.

Che poi ognuno c'ha le proprie teorie.
Ne ho circa tre o quattro, salde.
Naturalmente una di queste è sull'innamoramento.
Per me è in saldo.
Sentimento lieve, che nasce spontaneo, e non duraturo.
Son solito dire che a me capita circa dieci volte al giorno.
Ragazze, vestiti, canzoni, oggetti.
Tutto è innamorarsi,
come l'altra sera dopo quei cinque o sei cocktails.

martedì 3 maggio 2011

Ogni tanto.

Ogni tanto fa bene rileggere cose,
ci fa capire chi siam stati e dove stiamo andando.
Quantomeno lontani, chilometrici sicuramente.
Non so quanto mi faccia piacere,
ogni tanto mi fa piacere la tua mancanza,
tipo ora.
Che poi son le cazzate quelle che vengon a mancare,
a parte il sesso che era eccezionale.
...così di colpo mi accenderai.

Sogni d'oro,
stasera te li auguro di cuore.

domenica 1 maggio 2011

Alle volte.



Non so,
ma ci sono ragazze che a me mandano subito a male.
Cioè, neanche le conosco e sono già li con le farfalle allo stomaco
e la testa tra le nuvole.
Sono già innamorato, sposato con figli e manette ai polsi.
Idealizzo e non concretizzo, ma tutto sommato a me piace così.
Viaggiare senza partire.
Tutta colpa delle fragole a metà.

martedì 19 aprile 2011

Questione di scarpe.


Non ci posso far niente.
Chiamatemi feticista, o che ne so come vi pare,
ma io ho un debole per le scarpe.
Non uno in particolare,
devon esser belle.
Col tacco meglio, di estate zeppe, che lanciano e slanciano.
Non ci posso fare niente,
ho questo difetto,
e per quanto una ragazza potrebbe esser bella,
se non ha delle belle scarpe non la guardo neanche.
Sarà che con le scarpe ci si cammina una vita,
e se son belle magari anche in due.

lunedì 11 aprile 2011

Computer.

A me piace
perchè il mio c'ha la mela disegnata sopra
e sul fisso è nera
e sul portatile si illumina di bianco,
poi posso usare facebook
e andare a vedere tutti i profili
delle ragazze belle
e con le tette grandi.

domenica 10 aprile 2011

Il mostro caffè.

Se ci penso non ho mai avuto un buon rapporto col caffè.
Non son proprio il tipo che, dai prendiamoci un caffè.
L'unico che mi piace è quello shakerato, col ghiaccio, fresco.
Per tamponare questa mancanza mi è solito invece, quando mi si pone la
domanda, rifugiarmi nel succo di frutta.
Mi è sempre piaciuto un sacco il Pago, ai mirtilli.
Che uno fa tanto per affidarsi al caso, ma com'è che poi si va sempre a finire li?
Anche quest'anno è passato, l'anno scorso fu una lista di cose,
quest'anno è una lista di stenti.
Maledetto diecidiaprile, che ti odio così tanto, che ti cancellerei.
Oggi spengo la luce, che ho già fatto a pugni con il mondo,
e stasera anche con un'amico.

martedì 5 aprile 2011

Testa, mento.


Ogni tanto bisogna pure affrontarli certi temi.
Quelli che si definiscono da "grandi", ma a cui si tenta sempre di scappare.
Se ci penso bene io non l'ho mai fatto, e non ho mai avuto paura.
Partendo dal presupposto che la vita tutto sommato è una galera,
e dove fondamentalmente si tira a campare più che vivere, ho sempre
visto questa cosa del crepare più come una liberazione che come una cosa
di cui avere paura.
Certo, poi è cambiato tutto con i finti sobbalzi del cuore, ma quello è un'altro discorso.
Alla fine crepare è un pò come decidere di smettere di giocare,
e a sto gioco non sembra proprio di aver deciso di giocarci.
Ce l'hanno imposto.
O siam stati fortunati?
Spesso mi pongo il dilemma di ciò, perchè è una fatica campare.
Cioè, ditemi un pò chi cazzo c'ha voglia di svegliarsi tutti i giorni all'ora X,
prendere il pullman o macchina che sia per dirigersi a lavoro,
rompersi il culo, tornare a casa pieno di preoccupazioni, pagare un'affitto,
tener su una famiglia magari.
Ste cose son faticose.
E poi quando hai finito di farle che finalmente sei in pensione, sempre che tu ci arrivi,
non riesci manco a goderti gli ultimi sprazzi di vita, perchè sei troppo vecchio checcazzo.
L'ho sempre pensata così, io.
Spesso incombendo contro l'opinione avverse della "gente".
Spesso essendo preso per coglione che non sapeva che stavo dicendo.
Poi il mio continuo autodistruggermi passando da sigarette su sigarette, alcool,
poca attività fisica, alimentazione sbagliata, mi ha obbligato ad avere paura.
E siccome ora ci ho paura, ho deciso di redigere il mio testamento duepuntozero.
Lo faccio su questo blog, che sò che saranno in pochi a ricordarselo, ma che in questa
vita ormai fatta di codici binari è quasi più sicuro di una lettera qualsiasi.
E soprattutto lo posso fare a gratis, visto che i soldi per il notaio io mica ce li ho.
E quindi, vi lascio quel che posso.
Tre semplici comandamenti.
Al mio funerale, non piangete, sorridete che io finalmente posso riposarmi, e mi farò
due risate alla vostre spalle guardandovi da lussù mentre vi sfasciate di lavoro.
Voglio che facciate una festa e che ci sia alcool droga e puttane in quantità, che se non
riuscirò in molto quanto meno voglio che mi si ricordi per qualcosa.
E aprite/inventate una scuola di grafica, col mio nome.
I miei beni materiali non li lascio a nessuno in particolare, spartiteveli come meglio credete,
che tanto non c'ho molto.


Il mio cuore, sapete già a chi darlo.

Scrivo questo nel pieno delle mie facoltà mentali. Testa.
E lo faccio sbattendoci il muso.

Ma tutto sommato, Mento.

domenica 3 aprile 2011

Lo studio aka pianoterra aka sottoscala aka piedaterre.


Un posto magico, non da tutti, non per tutti.
Un mondo, il mio.
Ci sono entrate un tot di persone, ma solo con meriti particolari.
Quindi sentitevi onorati e apponetevi una bella medaglietta sulla casacca.
Queste mura han occhi ed orecchie, e ne avrebbero da raccontare di storie.
Fin da quando ero un poppante direi.
Poi ci si è salutati per un pò di anni, e poi di nuovo qua,
ad appiccicare sui muri lavori e buoni propositi.
Una persona mi dice sempre, appena entra qui, che c'è un profumo particolare.
Puzza, a parer mio, visto che i posaceneri strabordano di sigarette,
e a volte si muovono da soli.
Puzza anche di vecchio.
Una parola appropriata.
Perchè è così, qui dentro tutto riporta al vecchio.
Vecchie amicizie, vecchi amori, vecchi lavori, non che le disprezzi sia chiaro,
ma quelle cose difficilmente van via dando un pò di bianco.
Ma comunque ci si prova, e ti prometto, mio fidato compagno di avventure,
che non appena le finanze lo permetteranno ti renderò più bello.
Magari inizio col mettere a posto le scrivanie, e dare il bianco nel mio cuore.

giovedì 31 marzo 2011

L'annoia.


Capitano quei momenti che mi annoio.
Un sacco.
Anzi una boccia.
Perchè mi sento tipo pesce rosso, nella boccia.
Poveri cristi, tutto il giorno a girarsi le pinne,
e su e giù e su e giù per la palla di vetro.
L'unico momento di distrazione/eccitazione che c'hanno sti poverini
è quando i loro padroni
- se così si posson definire coloro che possiedono un pesce rosso -
ci buttano un pò di mangime.
Ah, sentirsi un pesce rosso è proprio una brutta storia.
Meglio essere un pesce, di Razza, che quanto meno sta in un bel vascone
nell'acquario e si becca pure qualche carezza.

martedì 29 marzo 2011

Pubblicitari che fan la fame.


In questa breve carriera lavorativa fin qui pervenuta io ho alternato.
Ho alternato dal far il grafico di fama, con le dovute sbronze,
pause interminabili sul divano, cazzeggio annesso e risate,
a fare il grafico che fa la fame, quello che ha bisogno di soldi,
e che quindi ogni cosa va bene.
E' una merda, si diventa schiavi, e tutto sommato
sarebbe meglio andare in fabbrica a lavorare.
Perchè diventi ingranaggio, non più cosciente,
e non molte ti apron le cosce.

lunedì 28 marzo 2011

Evasioni.


In sti giorni la mente non si ferma e io la lascio correre.
Son pieno di idee, è uno di quei periodi creativi e ne son felice.
Mi piaccion particolarmente e spiego le vele quando c'ho il vento in poppa.
Corro velocemente, vorrei saltar gli ostacoli e proiettarmi direttamente
e senza passare dal via al prossimo anno.
I propositi buoni ci sono tutti, e li ho già messi in valigia,
mancansolo due test e poi ciao, vita nuova.
Mi immagino già immerso in cene e libri, alcool e donne.
Magari un pò di droga leggera a leggere dosi.
Mi sento un pò come un'americano al college,
voglio organizzare un sacco di feste il prossimo anno,
dove non si contan i litri di alcool e la mattina dopo
ti svegli mezzo morto su un divano con un paio di mutandine rosa, di pizzo, in testa.
L'università è una bella scoperta.

Pubblicitari di fama.


Mason: " La grappa è stata una pessima idea."
Conner: "No, la grappa, è stata un'ottima idea.
E' per questo motivo che abbiam fatto
i pubblicitari. C'erano bambini che vo-
levano fare i pompieri, altri gli astrona-
uti, altri i dottori, noi..abbiamo sempre
voluto riprenderci dalle sbronze mentre
a Chicago pensano che stiamo lavoran-
do. Era questo il nostro grande sogno.
Ora finalmente Mason, stiamo vivendo
il nostro sogno, e la grappa fa parte del
pacchetto, quindi Mason, non sputare
sul nostro grande sogno"
Mason: "Si ma quando sognavo ed ero giovane,
non avevo la nausea."

(squilla il telefono)

Mason: "E' l'agenzia"
Conner "Ah, se è imprtante richiameranno."

(squilla nuovamente il telefono)

Conner: "Non rispondere."


(Trust me - Serie TV, drammatico - USA 2009.)

sabato 26 marzo 2011

Il giorno dopo.


E' sempre un casino il giorno dopo.
Oggi faccio più fatica del solito, ieri ho esagerato con il solito.
Ho mischiato e non bisogna mai farlo,
ma lo prendo come un segno, vomitare per rinascere,
espellere per riempirsi nuovamente di novità.
Ma non cambia il fatto che oggi faccio fatica,
e mi sa che gli anni, 'sti pochi che c'ho, inizian a farsi sentire.

venerdì 25 marzo 2011

Venerdì.


Il Venerdì è il giorno Sacro.
E' il giorno della settimana tra il giovedì e il sabato.
Una volta, non tanto lontana, il sabato era il giorno Sacro.
Adesso è il Venerdì.
Perchè sia sacro è di facile comprensione, è già nel suo nome.
Non dovrei neanche spiegarvelo ma lo faccio lo stesso, è il giorno
dedicato a Venere, la dea greca dell'amore, tradotto in parole povere,
è il giorno della figa, difatti siam tutti più contenti.
E' anche il giorno della sbronza potente settimanale,
perchè è vero che ci si può sbronzare anche gli altri giorni,
ma la sbronza del venerdì è diversa, è allegra, costa un sacco,
e la mattina dopo ti svegli sempre col malditesta.
E' la portata principale nel menù settimanale delle sbronze.
I miei amici han tutti dei riti propizi per il Venerdì.
Chi aspetta con impazienza di uscire di lavoro
e poi capelli/sopracciglia/aperitivo.
Chi è d'obbligo lampada.
Chi invece se lo gode a metà perchè il sabato deve alzarsi presto.
Il mio rito è svegliarmi tardi e andare a dormire ancora più tardi.
Ma magari stasera chiamo il mio amico che suona la chitarra
e scrivo una canzone.

giovedì 24 marzo 2011

Sexotan.


Partendo dal fatto che il lavoro lo voglio scansare,
che credo sia una delle cose che nella mia vita mi abbia dato
tante soddisfazioni quante delusioni/stress/attacchidipanicoansiaipocondria,
avrei dovuto prendere lexotan_ventigoccie_3voltealgiorno.
O almeno un medico così mi ha prescritto.
Son sempre stato scettico riguardo a certi antidepressivi,
anche scemico costatandone il piacere di sole dieci gocce una volta al giorno,
una volta sola, che inducono a sconquassamenti improvvisi, la testa gira, la stanza
ancora più velocemente.
E comunque, si potrebbe fare un discorso lunghissimo su tutti questi prodotti
tirasuilmorale, non cadere a pezzi.
Ma son convinto che una buona dose di chiavare chiavare chiavare faccia ancora meglio.
Concludendo, Sexotan, e sei di nuovo in pista.
Anzi, Sexo-tant, e stai ancora meglio.

mercoledì 23 marzo 2011

Prendere atto.


Basta poco a prendere atto di fatti, eventi, situazioni.
Bisogna aprir le orecchie, gli occhi.
Quadro semplice, tre persone, una sigaretta.
Si da il via alle danze, partendo da una semplice giravolta di critica
e finendo in un caschè di rivelazioni.
Chissà perchè poi i caschè e le rivelazioni portan sempre verso il basso,
fan girare la testa.
Cambiando inclinazione della testa, si ha una visuale diversa,
e a sto punti gli occhi son spalancati.
Sei al punto di svolta.
Stavolta lo sai, ne prendi atto e quasi quasi ne sei pure felice.
La punteggiatura è importante, e hai deciso di metter punti studiati,
non più quà e là così tanto per.
Mi accorgo che la maggior parte delle volte che scrivo lo faccio per scopo.
Stavolta no, siccome si è in aria di cambiamenti ho deciso che voglio farlo
per il bene, il mio.
Siccome si è in aria di cambiamenti lo scriver direi che è un buon punto di
partenza, un pò come cambiar macchina, e sta volta faccio il mutuo e mi
compro la Ferrari.