
Ogni tanto bisogna pure affrontarli certi temi.
Quelli che si definiscono da "grandi", ma a cui si tenta sempre di scappare.
Se ci penso bene io non l'ho mai fatto, e non ho mai avuto paura.
Partendo dal presupposto che la vita tutto sommato è una galera,
e dove fondamentalmente si tira a campare più che vivere, ho sempre
visto questa cosa del crepare più come una liberazione che come una cosa
di cui avere paura.
Certo, poi è cambiato tutto con i finti sobbalzi del cuore, ma quello è un'altro discorso.
Alla fine crepare è un pò come decidere di smettere di giocare,
e a sto gioco non sembra proprio di aver deciso di giocarci.
Ce l'hanno imposto.
O siam stati fortunati?
Spesso mi pongo il dilemma di ciò, perchè è una fatica campare.
Cioè, ditemi un pò chi cazzo c'ha voglia di svegliarsi tutti i giorni all'ora X,
prendere il pullman o macchina che sia per dirigersi a lavoro,
rompersi il culo, tornare a casa pieno di preoccupazioni, pagare un'affitto,
tener su una famiglia magari.
Ste cose son faticose.
E poi quando hai finito di farle che finalmente sei in pensione, sempre che tu ci arrivi,
non riesci manco a goderti gli ultimi sprazzi di vita, perchè sei troppo vecchio checcazzo.
L'ho sempre pensata così, io.
Spesso incombendo contro l'opinione avverse della "gente".
Spesso essendo preso per coglione che non sapeva che stavo dicendo.
Poi il mio continuo autodistruggermi passando da sigarette su sigarette, alcool,
poca attività fisica, alimentazione sbagliata, mi ha obbligato ad avere paura.
E siccome ora ci ho paura, ho deciso di redigere il mio testamento duepuntozero.
Lo faccio su questo blog, che sò che saranno in pochi a ricordarselo, ma che in questa
vita ormai fatta di codici binari è quasi più sicuro di una lettera qualsiasi.
E soprattutto lo posso fare a gratis, visto che i soldi per il notaio io mica ce li ho.
E quindi, vi lascio quel che posso.
Tre semplici comandamenti.
Al mio funerale, non piangete, sorridete che io finalmente posso riposarmi, e mi farò
due risate alla vostre spalle guardandovi da lussù mentre vi sfasciate di lavoro.
Voglio che facciate una festa e che ci sia alcool droga e puttane in quantità, che se non
riuscirò in molto quanto meno voglio che mi si ricordi per qualcosa.
E aprite/inventate una scuola di grafica, col mio nome.
I miei beni materiali non li lascio a nessuno in particolare, spartiteveli come meglio credete,
che tanto non c'ho molto.
Il mio cuore, sapete già a chi darlo.
Scrivo questo nel pieno delle mie facoltà mentali. Testa.
E lo faccio sbattendoci il muso.
Ma tutto sommato, Mento.