sabato 20 ottobre 2012

Vorrei.

Va bene, ok.
Mi calmo e asciugo un po' le lacrime.
Rifletto, non sugli specchi, ma contro i miei spettri.
Vorrei non dover combattere con i passati altrui, e con miei.
E invece niente, non so star tranquillo senza armarmi,
spada scudo, a ogni attacco rispondo con difesa,
sarà tutta colpa che da piccolo ho fatto scherma,
e ho ancora bene in testa come si faceva la difesa
agli attacchi altezza corpo e quelli bassi,
ben più mi è difficile ricordare come si impugnasse il fioretto.
E così mi è  difficile fare i fioretti.
E vorrei saperli fare bene, e vorrei rispettarli ancora meglio,
e invece sono sempre io, così debole e fragile.
E vorrei non dover aver paura di dare il bianco, che l'ultima
volta, beh è andata come è andata.
E vorrei non avessi paura di comprare divani, che io non
so come sia andata ma anche qui mi sa che non sia andata bene.
E poi vorrei svegliarmi la mattina con i tuoi capelli negli occhi.
E poi vorrei svegliarmi la mattina tipo a NY, volo diretto solo andata,
nessun ritorno, di nessun tipo, di nessun Tipo.
E poi vorrei vederti saltellare ogni momento,
vorrei farti passare le paure degli ascensori,
e le allergie ai pomodori, e tutte le altre.
E invece pare che sia bravo solo a provocar mal di pancia e insofferenze.
Che strano, e poi vorrei bho che ne so.
Era da tanto che non scrivevo.

domenica 22 luglio 2012

Scopare, assieme.

Che poi è bello avere una scrivania pulita,
una tastiera pulita, un pavimento pulito,
un divano pulito, una finestra pulita,
delle mensole spoglie, e una lavagna
di nuovo bianca da farti sporcare.
E niente scatole in mezzo alle palle.
E tutti i cuscini puliti.
E avere un volto nuovo senza aver spostato nulla.
Dare tagli al passato mettendo in ordine il presente.
E un divano stretto e scomodo, ma che, con te,
è un letto matrimoniale.
Sei una forza della natura.

domenica 15 luglio 2012

Come (non) accontentare una donna.

Ho sempre pensato di riuscir un minimo a capire
quel che concerne l'universo femminile.
Bene, non avevo mai capito un cazzo.
Un trucchetto potrebbe essere questo:
pensa al contrario di come stai pensando e sarai salvato.
Ma occhio che anche qui potreste
cader in inganno,
perchè tanto,
comunque la facciate,
sta frittata sarà sempre o troppo salata,
o poco salata, o con troppo parmigiano
o troppo poco.
Occhio a non bruciarla poi,
che se no sai che casino?

domenica 24 giugno 2012

Legàmi.

Che poi mi rendo conto che sto bene.
E quando sto bene riesco a scriver cose brillanti a fatica,
seppur vorrei riempire pagine e pagine e pagine
di racconti, di emozioni, di sensazioni, di vissuti.
E invece le parole mi sfuggono, e mi rimangono solo le immagini,
e le tengo tutte nella testa e me le tengo tutte per me.
E ti stampo e ti disegno, e ti fotografo e ti scansiono.
E lascio le parole intrappolate in me,
e stacco, alle volte, il cervello per due tre ore,
quanto basta, e mi scosto, e scosto un po' il tuo pensiero,
e evito di pensare, di pensarti, di pensarci.
Perchè quando tieni tanto a qualcosa o qualcuno,
si ha la paura, e la paura è una brutta bestia, e non parliamo
poi della gelosia, e non ne parliamo affatto.
Che rivangare vuol dire far riemergere e scoperchiare sepolcri e
io non ne ho proprio voglia.
Che chi vive nel passato non si vive il presente e non si vive
il futuro.
E sopporto e sto zitto, e non dico niente.
Tutto questo per te, per me, per noi.
Perchè sto imparando pian piano a esser una persona migliore.
Perchè sto imparando a comprenderti e capirti.
Perchè tu sei importante tanto quanto lo sono le cose di cui hai bisogno.
E se hai bisogno di tempo, te lo do.
E se hai bisogno di me, io ci sono.
Credo alle tue parole, credo ai tuoi sentimenti, credo a quel che dici te.
Perchè fidarsi è difficile e io son diffidente, ma tu mi rendi migliore.
E quando guardo nei tuoi occhi, bhè, quando guardo nei tuoi occhi,
ci vedo riflessi i miei.
E quindi dammi la forza e la sicurezza, e dammi l'amore e l'ispirazione.
Io non posso far altro che darti me stesso.
Se mi vuoi, se lo vuoi.
Lègami.
Legàmi.


"Sarà che mi vedrai nascondermi, durante il temporale,
e rialzare la testa e bestemmiare, quando torna il sole.
Sarà come sarà, se sarà vero, sarà come sarà.
Sarà che inciamperò da qualche parte e poi, ripartirò da zero, però,
ti leggo nel pensiero." 

mercoledì 13 giugno 2012

Morfeo.

Questa notte
è accompagnata solo
da un po' di ansietta,
brutti sogni,
e neanche un tuo messaggio.
E un maledetto Morfeo,
che di cullarmi tra le sue braccia
non vuol saper proprio.

domenica 10 giugno 2012

Mentre dormi.

Mentre dormi tu,
a me vien voglia di fare un sacco di cose.
Ti scatto, e poi vorrei aver acquisito
saper abbastanza indotto
per poterti dipingere e colorare con l'acquerello
o con i pennelli e la vernice, e farti grandi tele
e dipingere le tue belle curve.
Purtroppo a me il saper indotto non l'hanno dato,
e quindi scrivo quel che vorrei fare,
almeno se leggerai,
non ti arrabbierai per non esserti stato vicino
mentre tu dormi, e io c'ho le voglie.

mercoledì 6 giugno 2012

Porsi domande.

Mi chiedo come ormai la gente
invece di ascoltare la musica
ascolti solo più le parole.
E se penso a Gigi D'Alessio,
mi sa che non ascolta neanche più quelle.

martedì 22 maggio 2012

Come una barca fatta di carta che se si bagna affonda.

Tu sei qui in questo momento, sul mio divano.
Io sono dietro uno schermo e non sai quel che sto facendo.
Probabilmente ti stai scazzando un sacco perchè son qui
invece di esser li con te, ti stai per alzare e venir verso di me.
E ti blocco.
Ora no, ora non è il momento di leggere questo.
Non ho mai scritto in presenza di nessuno.
Sto scrivendo quel che mi viene.
Oltre la musica del computer c'è la musica di questi tasti.
E quella tutto intorno.
Tic Tac Tic Tac.
Sono i miei battiti sulla tastiera.
Mi chiedo quanto invece ci metteranno i ticchettii
del tempo a farmi rovinare tutto.
Come una barca fatta di carta.
Che si bagna affonda.

sabato 19 maggio 2012

L'amore ai tempi dei Social Network.

Vi presento l'involuzione.
Che io preferivo la carta,
e sempre lo farò.
E invece ora ci ricopriamo gli occhi
di led luminosi al posto che la testa di inchiostro.
Siamo notai, che aspettano notifiche.
Siamo schiavi di postini elettronici.
E vogliamo le richieste di trombamicizia sempre.
Fortuna che non ho mai inserito nessuna tra
i numeri preferiti, e mi soffermo sulle chiavate rapide.

sabato 5 maggio 2012

Prender atto. Pt2.

Tutto accade in breve tempo.
Si ha l'escalation, e inevtabilmente,
il grafico, che poi sarei io,
ha la sua caduta a picco.
Sono le ottoezerotre a.m. di un venerdì di maggio.
Tremi, dentro, fuori, tutt'intorno.
Per usare una citazione colta,
che poi è di uso comune,
si sta, come d'autunno, sugli alberi, le foglie.
Sei andata via da circa un'ora e tre quarti.
Ma affrontiamo un problema alla volta.


Cap. 1 - Sliding doors.

Tuo padre ti chiede come mai tutta questa euforia,
stranamente sei presente a casa, sorridi, fai domande.
E' un giovedì, e sai quel che ti aspetta il giovedì.
Alcool, buona musica, alcool. Alcool.
I tuoi amici son li, quelli giusti, quelli veri.
Si perdono a pezzi nel corso della serata.
C'eri Tu, poi c'eri tu, poi c'era lei.
Un bacio come antipasto può sempre andar bene,
il resto delle portate le rifiuti, ti senti già pieno.
Pensi un po' ai cazzi tuoi.
Poi arriva il cosidetto "dulcis in fundo",
e decidi che forse ti andava anche il primo e il secondo.
Fuori fa fresco, è il caso di entrare.
Eviti le persone come il miglior Alberto Tomba
evitava le bandierine colorate sulla neve.
Eccolo il tuo traguardo, il podio di ogni locale.
Sai cosa ti aspetta.
Chiedo scusa, non sai cosa ti aspetta.
Ecco che giri gli sci, e con la fragorosa e prorompente
frenata sciistica, alzi su un nuvolone di neve.
E si sa, le nuvole portan solo temporali.
Improvvisamente ti togli la tutina da sciatore
e indossi pantaloncini, scarpette e i guantoni.
Da Alberto Tomba a Mike Tyson in meno di 0,002 millesimidisecondo.
Meglio di Schumacher.
DIN, suona la campanella, è partito il peggior match
contro te stesso della tua vita.
Nebbia.
Se solo ti fossi fermato a quel maledetto antipasto.
Se solo non fossi stato ingordo come sempre.
Sei solo.


Cap. 2 - Bisognerebbe risparmiar soldi al posto di andar a mangiare pizze.

La domenica è il giorno di riposo,
bisogna stare a casa a far nulla, chi è più
fortunato di me, sta a casa a guardar
serie tv e film e fare l'amore e e e.
Io la fortuna dell'amore non la ho
e quindi vado a cena fuori.
C'è il fratello.
Gli argomenti vengon presi con le pinze,
ma forse sono solo io a rendermene conto.
Poi lancio una battuta a caso,
che mi ritorna indietro tipo boomerang.
Sai che è finito all'ospedale?
Bangeraaaaang, si salvi chi può!
Il campione dei pesi medi Mike Fabio Tyson
conquista per la prima volta nella sua vita
la medaglia di merda olimpica.
Ansietta pre-parto di merdone.
Ma alla fine mi ritrovo una pallina da ping pong.
Sbatto da una parte all'altra di un immaginario tavolo di gioco.
Che poi, più che ping-pong, qua a me sembra Risiko.
E a quanto pare la mia strategia non è stata sicuramente delle migliori.
Non è stata sicuramente al tuo livello.


Cap. 3 - Il Limbo.

Avete presente che significa starsene nel Limbo?
Stai tra l'inferno e il paradiso nell'attesa.
E, signori, fidatevi, per esperienza personalissima,
l'attesa, soprattutto per ansiogeni e ansiati,
non è d'aiuto.
E questa non è una reclàme e non curerà
la vostra ridenzione idrica.
Io non sono Alessia Marcuzzi.
Non ho frigoriferi pieni di Danacol,
più che altro un sacco di boccette al rosmarino
(o credo sia quello)
sparse qua e la.


Cap. 4 - Il 2 maggio dovrebbe esser festa dei lavoratori postali.

Che bello dormire poco e svegliarsi presto.
Quando mi accade mi sento soddisfatto.
Ci sono i muratori in casa, a volte servono quelli
per realizzare piccoli sogni, e solide realtà.
Mi son svegliato sul divano dello studio,
ho dormito vestito, ho i capelli sporchi,
e io odio non lavarmi i capelli.
Insomma la giornata prometteva pro e contro.
Maledette raccomandate, dovrebbero farle ritirare
solo ai riceventi, mica a chissachì, pur essendo tuo padre.
Che io le gambe già me le sentivo poco,
e così me le han proprio spezzate.
Non rispondere alle domande è da codardi?
Bene sono un codardo e scappo allora.
Continuo a pizzicarmi per capire se sto ancora dormendo.
Cazzo, son fin troppo sveglio.
E giù di chiamate.
E giù di consigli.
E anche se vorrei, le uniche cose che non scendono,
son le lacrime.


Cap. 5 - La peggior domanda che ti possano fare è come tu stia.
              La cosa peggior da fare è dare spiegazioni.

E' nuovamente giovedì, ma non sorridi a tuo padre,
cerchi da star il minimo indispensabile a casa,
sei sfuggente.
Le tue domande han ricevuto fin troppe risposte,
hai ricevuto fin troppi consigli che non sai quali ascoltare.
L'unica distrazione che hai avuto è stampar cinque magliette,
e innamorarti di un disegno di una ragazza giapponese.
Quel che è peggio è quando arriva la notte.
Sei zombi e non hai voglia di salutar le persone,
ne tantomeno parlarci.
Ci sei di nuovo Tu.
E c'è lei.
Poco importa, evitare le persone non è poi così difficile.
Diventa difficile quando non si ha via di scampo,
si è chiusi in un angolo buio, e ci si è frequentati
con gente dotata di sfacciataggine sovrannaturale.
Ciao e due baci sono anche troppo da concedere
a qualcuno che ti sta facendo sprofondar nel wc
e senza neanche pulirsi il culo, e senza neanche guardar
galleggiare il suo prodotto anale lasciatosi alle spalle,
sta tranquillamente tirando giù la catenina del cesso.
La musica è troppo alta, non abbastanza però
da non riuscire a sentire i tuoi pensieri.
Con un Long Island non si va da nessuna parte.
Poi però arriva Lei. Con la L maiuscola.
Sono appena le tre di notte, è ancora troppo presto
per tornare a casa, non hai la macchina e stai impazzendo.
Come stai? Come sto? Battito del cuore accelerato,
pallidume, insofferenza, nausea.
Sarà solo colpa dell'ansia?


Cap. 6 - E' sempre troppo tardi per parcheggiare.

Il messaggio che mi arriva alle tre e zerocinque è
una proposta a cui mai e poi mai avrei potuto rifiutare.
Per quel che riguarda l'invito che ne consegue
dopo una ventina di minuti di cercar soluzioni e vie d'uscita,
anche qui, come fare a dir di no? Che mi farei portar in capo al mondo.
Io non ho ci ho mai messo circa tre ore a fumare una sigaretta,
a voi è mai capitato?
Siam subito vicini, siam subito sulla stessa lunghezza d'onda.
Mi chiedo come sia possibile esser così capiti al volo da una persona.
I discorsi che facciamo sono la più bella scopata che abbia mai fatto
nella mia vita. Parlar con te è come far l'amore.
Che poi scopare è anche rabbia e passione, e di certo noi
non ci limitiamo nelle nostre blaterate, non evitiamo colpi bassi.
Tocchiam con la lingua tutte le corde di questa chitarra scordata,
e seppur sappiam benissimo che la nota giusta per accordarla sia un La,
noi ci proviam con tutte le altre.
Son le sei e mezza, di venerdì mattina.
Non abbiam avuto neanche una limonata d'addio.
Buongiorno. Buongiorno un cazzo.


Cap 7 - Uno schermo troppo grande da guardar da solo.

Avete presente quando una roba è troppo grande e non può
ne entrare ne uscire da una porta?
Ecco. Questo non è il Limbo, sia chiaro.
Dieci minuti buoni di stato Zen, le mie ansie
arrivato a questo punto sono talmente grandi
e contrastanti che rimangono incastrate tra di loro
da darmi dieci minuti di tregua.
Troppi pochi per uno che non dorme da circa 24 ore.
E il passo dalla tranquillità a un buco nero è velocissimo.
Mi vien da dire buco nero perchè lo associo
alla mia scrivania nera, scrivania sulla quale ho appoggiato
la testa, per circa un'oretta, e dalla quale non ho avuto la forza
di alzarla per varie rigidità di muscoli.
Faccio su e giù tra il pianoterra e il secondo piano circa otto volte.
Tutto quel che riesco a vedere da qui ora sono un monitor troppo grande
Marilyn Monroe, e un personaggio che fa biathlon, che, a detta di qualcuno
è colorato male, con brutti colori.
Basta. Raccimoli quel po' di coraggio che ti è rimasto
e con una sigaretta di mezzo vuoti il sacco.
Chissà come mai i vestiti delle madri riescono ad accogliere
più lacrime di un ombrello rovesciato sotto un'acquazzone.


Cap 8 - Dai, vieni sù.

Qual'è il modo migliore per dire a un padre che hai commesso
una grandissima cazzata? Ultimamente sono diventato campione
nel formulare inizi di discorsi seri.
Eppure passo la gran parte della mia giornata di venerdì a
trovar un metodo efficace per attaccar bottone.
Alla fine scelgo: "Dobbiam parlare" seguito da un "Ho fatto una cazzata".
Questa volta non c'è nessun ombrello, solo tanto fumo e scappar via
il più velocemente possibile.
Non riesco a capacitarmi del fatto che ho ancora un tetto sulla testa,
uno due pasti al giorno, dipende se mangio a casa o meno,
vestiti nuovi, vestiti puliti.
Io mi sarei cacciato di casa da solo già un sacco di volte.
Non c'è amore più sincero di quello che un genitore prova nei confronti
di suo figlio.


Cap 9 - Conclusione.

Sono le ventitrèetrentadue di sabato sera.
Non ho mai scritto un post così lungo,
e non ci ho mai messo così tanto tempo a farlo.
Stasera è sabato, il che implica foto, alcool, le sette del mattino.
Vederti e lasciarsi tutto alle spalle come se nulla fosse.
Ripartire da zero nei miei rapporti personali.
Dovrò trovarmi un lavoro qualsiasi per pagare uno stronzo qualsiasi.






Lascio dello spazio tra queste righe e le ultime.
La vera conclusione si saprà nei prossimi giorni,
e lasciar gli spettatori a metà non mi sembra giusto.
Soprattutto perchè non ho ancora trovato una frase ad effetto speciale per concludere questo post.
Che poi va bene anche un ciao.

domenica 29 aprile 2012

Tipo che.

Tipo che mi vien da chiedermi quante volte
abbia saputo dire la parola fine e la parola inizio.
Tipo che mi rendo conto che son sempre
stato molto bravo a usarle tutte e due in maniera
costante e ravvicinata, e poi chiudi e poi apri.
Tipo che mi rendo conto che certe cose non
si possono fermare, e invece bisogna essere in grado
di farlo, di farlo, di farlo.
Tipo che i film son sempre troppe lunghi
e le distrazioni son sempre troppe e basta.
Tipo che i limoni da sbronzo mi piacciono,
ma mi piacciono ancor di più i sorrisi
mentre ci si bacia da sobri.
Tipo che alla fine io me ne frego, noi ce ne freghiamo,
voi ve ne fregate.
Tipo che, tipo che, tipo te.

venerdì 20 aprile 2012

No sense.


E capita pure che ti trovi a dover a che fare
con persone che san recitare meglio di te,
e improvvisamente e a caso,
te ne stai col cuore in gola, i pugni chiusi e la testa che gira.
Siam stati due attori bravissimi
a interpretare il ruolo dell'interessamento al niente,
e il niente è quel che rimane.

martedì 27 marzo 2012

Accadono cose.



Nella vita accadono cose.
Alcune di queste non puoi fermarle.
Come me e te su quel divano,
e tutta quella musica nel cuore.

martedì 20 marzo 2012

Metti caso un fiore.


Metti caso che quando sei sbronzo raccogli un fiore,
sai che bello?
Con quei petali blu piantati in mezzo al viso,
con quel sodume a metà del suo gambo.
M'ama non m'ama?
Lei è una margherita.

martedì 13 marzo 2012

Mi riscopro sognatore.

Ultimamente ho riscoperto gente,
attraverso i loro sogni ho ritrovato qualcuno dei miei.
C'è chi ha saputo rimboccarsi le maniche,
e tirando giu pantaloni, mischiando sezioni di epidermide,
è riuscito a buttarci in mezzo anche pezzetti di cuore.
Una volta ne ero in grado anche io,
una volta non ero così scocciato dai rapporti interpersonali,
non mi limitavo al tirare capelli, tastare rotondità e sigaretta, ciao e grazie.
Poi mi riscopro sognatore anche io,
e ti assicuro che qui tempi di guerra non ce ne sono.
Che poi sognare è gratis, e siccome i tempi, quelli della crisi, si fanno sentire,
non me ne dispiaccio e mi ci crogiolo.
E' un bel gioco, mi ha divertito da quando ti ho conosciuta,
ma forse prima a giocarci ero solo io.
Non so dove andremo a finire,
per adesso mi limito a coccolarmi sulla tua pancia cuscino,
che sulle ginocchia sto scomodo.

martedì 21 febbraio 2012

Chissà come sarebbe guardare gli Europei in seiundici.


In momenti di delirio da febbre
non so perchè ma mi è venuto in mente questa cosa:
Chissà come sarebbe guardare gli Europei in seiundici.
Quando sbarcai all'azienda c'era il mondiale
ma c'era il lavoro duro con il capo ancor di più.
Li ora il lavoro duro c'è sempre ma non c'è più il capo.
E quindi chissà come sarebbe, coll'altro capo?
Chissà se l'azienda si fermerebbe perchè
"OH, gioca l'Italia, i vostri cataloghi possono aspettare"
E tutti intorno al TV a vedere le magie di Balo e le sue non esultanze.
A bere la biretta e mangiare le patatine per un'oretta e mezza e fare
un po' di festa.
Poi la febbre è passata, è anche la voglia di lavorare,
quella della biretta e della tv a far festa no.
Ogni tanto mi mancate.